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Clissa
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top
mweaClissacite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-hrcak-srce-hr-4-0[4]cite-ref-5[5]cite-ref-kuk1-6-0[6]cite-ref-clissa-7-0[7]cite-ref-8[8] (in mwmqcroato mwmgKlis) è un comune di mwmw4 739 abitanti della mwnaRegione spalatino-dalmata in mwnqCroazia, situato a circa mwng5 km a nord-est da mwnwSpalato sulla strada che conduce a mwoaSigno.
Contents
• Storia
• Località
• Note
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Geografia fisica
Storia
Proprio per la sua posizione strategica venne abitata fin dall'antichità; già nel II secolo a.C. venne occupata dalle mwrwtribù illiriche dei mwsaDalmati, per i quali fu la più importante cittadella fortificata.
Nel 9 d.C. cadde sotto il dominio romano ad opera di mwsgGermanico, fratello dell'imperatore mwswTiberio; i Romani vi eressero un mwtacastrum sopra i resti della rocca illirica e poi costruirono la strada che da mwtqSalona portava verso la mwtgPannonia inferiore; naturalmente la strada superava il valico sotto la vigile sorveglianza della fortezza, che ebbe il nome di mwtwClisium.
Probabilmente il nome romano deriva dalla parola mwuqclavis, nel senso di "chiave dell'occidente"; altrettanto può dirsi per il croato mwugKlis, che deriva dalla voce mwuwkljuć, che significa chiave.
La Dalmazia a nord del mwvqNarenta, dopo la mwvgcaduta dell'Impero romano d'Occidente e la parentesi del mwvwregno ostrogoto, a seguito della mwwaGuerra gotica (mwwq553) promossa dall'imperatore mwwgGiustiniano I, entrò a far parte dei domini mwwwbizantini.
Tra il mwxq614 e il mwxg615 iniziò l'orda mwxwàvaro-slava, che raggiunse la costa della Dalmazia e distrusse anche la fortezza di Clissa. L'imperatore mwyaEraclio chiese aiuto contro di loro sia ai mwyqSerbi bianchi della mwygLusazia sia agli abitanti della mwywCroazia Bianca, che nell'anno mwza630, occuparono le terre invase dagli Avari, liberandole; i primi occuparono il territorio dal mwzqCettina fino al mwzglago di Scutari, mentre i Croati il rimanente territorio a nord del Cettina. La fortezza di Clissa, ricostruita dalle popolazioni slave, divenne il centro fortificato della mwzwžupa, o distretto dalmata, perché in essa avevano posto la propria residenza i principi croati.
Dal XII secolo Clissa divenne ungherese e nella fortezza trovò posto un caposaldo magiaro. Nel 1155 il generale Niceforo Caluffa rioccupò la Dalmazia, compresa Clissa.
Nel 1171 la slava Clissa e la latina mwawSpalato cessarono le loro ostilità e firmarono un trattato di pace.
Tornata poi in mano ungherese, nel 1217 il mwbqre Andrea II offrì il castello di Clissa a Domaldo, conte di Cettina, di mwbgSebenico e di mwbwSpalato; costui, però, lo rifiutò, per cui venne dato ai Templari di mwcaVrana, su suggerimento di Ponzio della Croce, mwcqGran maestro in Ungheria e Croazia e luogotenente regio per la Dalmazia e la Croazia. I templari vennero però poco dopo scacciati dagli Spalatini.
Nel 1220, i cittadini di Spalato cacciarono dalla città Domaldo, che riparò a Clissa lasciata libera dai Templari; questi però venne riconsegnato agli Spalatini nel 1226 (per poi morire in prigione a Traù) allorché il conte Gregorio o Grgur Šubić di Bribir, feudatario della contea ungherese, divenne conte di Spalato.
Il re magiaro mwegBéla IV, in fuga di fronte all'avanzata dei mwewmongolo-mwfatartari di mwfqBatu Khan, che avevano invaso il suo regno, preceduto l'anno prima dalla moglie e dalle figlie con il piccolo mwfgStefano assieme ai tesori dello Stato e a quelli di famiglia, nel 1242 giunse nella munita fortezza di Clissa, dove si rinchiuse per poi ripartire subito per mwfwSpalato e mwgaTraù.
Nel 1247 Giorgio I Šubić di Bribir avocò a sé la Contea di Clissa, che passò poi nel 1277 a Giorgio o Jursa Nikolić di Bribir, la cui famiglia governò la città per 50 anni e che già dal 1293 ricevette il diritto di successione dal re ungherese mwggAndrea III.
Nel 1322 mwhaGiorgio II Šubić, conte di Clissa, accolse suo fratello mwhqMladino II, che dopo esser fuggito da mwhgAlmissa, incendiata dai Veneziani, era stato sconfitto anche a mwhwBisco dai mwiabani croati guidati dal duca di mwiqSlavonia, Ivan Babonić, che tendevano alla pace con mwigVenezia. L'anno seguente Giorgio II Šubić si vide rifiutare il rinnovo della carica di rettore di Spalato, che venne invece assegnata ai Nelipić di mwiwTenin; ciò causò uno scontro, soprattutto a livello confinario, tra gli Spalatini e le forze dei Šubić, che vennero rappacificati soltanto nel 1328 dal conte Jurinić, rappresentante di Giorgio II Šubić, il quale ricompose anche le divergenze con le zuppanie o krajine di mwjaTenin.
Nel 1333, dopo che i conti Šubić di Clissa avevano fatto pace con mwjgTraù, Mladino III, fratello di Mladino II e Giorgio II, firmò la pace con Spalato; sua sorella Jelena, nel 1338 sposò il mwjwbano bosniaco Vladislav Kotromanić, dalla cui unione nacque mwkaStjepan Tvrtko I, futuro re di Bosnia.
Morto nel 1345 Giorgio II Šubić, i suoi feudi passarono al fratello Mladino III nel 1347; questi morì già nel 1348 e gli subentrò la moglie Jelena, sorella del re serbo mwkgStjepan Dušan, che aveva sposato l'anno prima. Il Dušan spedì a Clissa un esercito, che venne però sconfitto dal bano Nikola Banić alleato con Ivan Nelipić; fu così che Clissa ritornò nel 1355 sotto la protezione ungherese, dando alla città 30 anni di pace.
Nel 1391, dopo la morte di Tvrtko I, la contea di Clissa passò al duca bosniaco Hervoje Vukcić Hrvatinić che, per conto dei Napoletani, era venuto in possesso della Dalmazia posta a sud di mwlwSebenico.
Il bano Nikola Gorjanski, fedele a mwmqSigismondo d’Ungheria, nel 1394 rioccupò Clissa per un breve periodo; già nel 1401 l'Hervoje ritornò in possesso del feudo di Clissa, il quale lo consegnò a Ivan II Nepić; questi mantenne la Contea di Clissa anche dopo il 1409, quando mwmgVenezia acquistò da mwmwLadislao I di Napoli per mwna100 000 ducati d'oro mwnqZara, mwngPago, mwnwAurana e mwoaNovegradi e occupò tutto il territorio fra il mwoqCherca e lo mwogZermagna, escluse le contee di mwowOstrovizza e mwpaScardona, acquistate poi dal voivoda di Bosnia, Sandangl, per 5000 ducati d'oro nel 1411; mwpqSigismondo d’Ungheria cercò la riconquista delle terre dalmate, ma senza successo.
Nel 1422 il senato veneziano spedì Giovanni Zorzi dal nuovo re di Bosnia, Tvrtko II (che due anni prima, dopo la morte di Ostoja Kristić, aveva riunito la Bosnia alla mwqgRascia), per promettergli amicizia e accordarsi con lui per un comune atteggiamento da tenersi nei confronti di Ivan II Nepić, che molestava e derubava i sudditi di entrambi.
Con la pace di mwraPraga tra Veneziani e Ungheresi del 29 luglio 1437 ed il versamento da parte dei Veneziani di mwrq10 000 ducati d'oro al re mwrgSigismondo in cambio dei suoi diritti sulla Dalmazia, le fortezze di mwrwNovegradi, le contee di mwsaOstrovizza, mwsqScardona e mwsgAurana, le città di mwswNona, mwtaZara, mwtqSebenico, mwtgTraù, mwtwSpalato e mwuaAlmissa con i territori annessi, con il litorale e i mwuqCastelli e tutte le isole, escluse alcune vicine a mwugRagusa, finirono nelle mani della mwuwSerenissima.
Nel 1499 vi fu il primo, ma inutile, attacco mwwaturco alla fortezza; ne seguì un altro nel 1524, vanificato dal conte Petar Kružić; nei successivi 10 anni Clissa fu attaccata altre 37 volte; nel 1534 le truppe ottomane la circondarono, ma dovettero ritirarsi a seguito dell'intervento del contingente veneto distaccato a difesa di Spalato.
Nel 1536 i Turchi ritornarono all'attacco e bloccarono la sorgente d'acqua alla base della fortezza, che venne poi distrutta in gran parte dall'artiglieria ottomana piazzata nel forte dell'attigua mwwgSalona. Nel marzo 1537 il Kružić arrivò da mwwwSegna con gli mwxaUscocchi e con contingenti di mercenari italiani mandati dal mwxqpapa Paolo III e mercenari tedeschi inviati dal re mwxgFerdinando d'Austria che, confrontatisi con le truppe turche, disertarono poi in campo di battaglia. Il Kružić rimase solo con i suoi pochi Uscocchi e venne infine decapitato.
Nel 1644, dopo lo scoppio della quinta guerra contro i turchi, circa mwyw10 000 armati veneziani, sotto il comando del generale mwzaLeonardo Foscolo, riuscirono ad espugnare Clissa.
La mwzgpace di Candia restituì definitivamente Clissa alla repubblica veneta, che ne rinnovò la fortezza completamente.
Normalizzatesi le relazioni veneto-turche, la fortezza perse progressivamente la sua importanza e fino al 1797 seguì le vicende della Repubblica di Venezia.
Caduta la Serenissima, con la mw0qpace di Presburgo seguì il destino degli ex possedimenti veneziani, entrando per un breve periodo nel mw0gRegno d'Italia napoleonico.
Con il mw1atrattato di Schönbrunn del mw1q1809 entrò a far parte delle mw1gProvince Illiriche, per passare poi in mano austriaca con il mw1wCongresso di Vienna nel 1815 nel mw2aRegno di Dalmazia.
Dopo la mw2gprima guerra mondiale entrò a far parte del neo costituito mw2wRegno dei Serbi, Croati e Sloveni.
Dal 1941 al 1945 fece parte dello mw3qStato Indipendente di Croazia.
Dopo la mw3wseconda guerra mondiale fece parte della mw4aRepubblica Socialista Federale di Jugoslavia; dal 1991 fa parte della mw4qCroazia.
Monumenti e luoghi d'interesse
Geografia antropica
Località
Il comune di Clissa è suddiviso in 9 frazioni (mw6gnaselja)cite-ref-10[10]. Tra parentesi il toponimo in italiano.
• Brštanovo
• Klis (mw8gClissa)
• Dugobabe
• Korušce
• Nisko
• Prugovo
• Veliki Broćanac
• Vučevica
Note
cite-note-11. ↑ mwaqkGrande atlante d'Europa e d'Italia, Istituto geografico de Agostini, Novara 1994, p. 185.
cite-note-22. ↑ Andrea Bonifacio, mwaq0Istria e Dalmazia, Terra Ferma, Crocetta del Montello (TV), 2013, pp. 190-193.
cite-note-33. ↑ Dario Alberi, mwareDalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 907-926.
cite-note-55. ↑ mwasgAtlante illustrato del mondo, Vallardi Industrie Grafiche, 1988.
cite-note-kuk1-66. ↑ mwaswClissa (Kliš) nella mappa zoomabile di: mwas0"Sinj und Spalato (1911) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 31 - KOL XV" mwas4Archiviatomwas8 il 3 novembre 2013 in mwataInternet Archivemwate.
cite-note-clissa-77. ↑ mwaty"Comune Clissa, Dalmazia Circolo di Spalato, 1831" mwatcArchiviatomwatg il 2 aprile 2015 in mwatkInternet Archivemwato. – catasto austriaco franceschino
cite-note-88. ↑ mwat8Mappa mwauaDalmazia. Clissa (Territorio). Xernovnizza (Località) mwaueArchiviatomwaui il 2 aprile 2015 in mwaumInternet Archivemwauq.. Archivio di Stato di Venezia, mwauyProvveditore sopraintendente alla camera dei confini, mwaucDisegni (secc. XVI-XVIII), b. 339, dis. 18/11.
cite-note-99. ↑ Dario Alberi, mwausDalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 907.
cite-note-1010. ↑ mwau8mwavamwaveFrazioni della Regione spalatino-dalmata, su mwavinarodne-novine.nn.hr.
cite-note-1111. ↑ mwavyCoinsco mwavcArchiviatomwavg il 6 ottobre 2014 in mwavkInternet Archivemwavo. - catasto austriaco franceschino - Archivio di Stato di Spalato
Voci correlate
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